Carissimi fratelli e sorelle della Famiglia Calabriana,
oggi ricordiamo 118 anni da quando san Giovanni Calabria ha consegnato alla Chiesa e al mondo un dono che non nasce da un progetto umano, ma da un atto di totale abbandono in Dio Padre Provvidenza. L’Opera non è nata da un calcolo, né da un sogno personale, ma da un sì semplice e radicale che ha permesso a Dio di agire.
Se siamo qui oggi non è perché siamo stati bravi custodi, ma perché Dio Padre Provvidenza non ha mai smesso di far vivere la sua Opera, spesso oltre le nostre forze, oltre le nostre attese, oltre le nostre fragilità. L’Opera è sua: noi ne siamo servitori, pellegrini, spesso strumenti inconsapevoli, ma sempre amati e sorretti.
In un tempo che cambia rapidamente, con nuovi bisogni, nuove ferite e nuove sfide, siamo chiamati a non guardarci indietro con nostalgia, ma avanti con fiducia. L’anniversario non è un punto d’arrivo: è un invito. Un invito a lasciarci nuovamente sorprendere dalla Provvidenza, a non trattenere nulla per noi, a non ridurre l’Opera a ciò che già conosciamo.
La fedeltà al fondatore non consiste nel ripetere il passato, ma nel lasciar crescere l’Opera di Dio come Lui desidera oggi. Questo richiede coraggio, libertà interiore, sguardo spirituale: richiede di credere che Dio continua a generare futuro attraverso le strade umili della carità, della fraternità, dell’ascolto, della vicinanza ai più piccoli.
Per questo, in questo 118º anniversario, rinnovo il mio grazie e il mio invito:
a credere più alla Provvidenza che ai nostri timori,
a camminare insieme come famiglia e non come individui sparsi,
a lasciarci condurre dallo Spirito anche quando ci chiede passi che non avevamo previsto.
Che questo giorno ci trovi non solo riconoscenti, ma docili e disponibili.
L’Opera è di Dio. Noi siamo di Dio. E dove Dio guida, c’è sempre futuro.
Con affetto e speranza,
p. Massimiliano Parrella
Casante dell’Opera Don Calabria
Se siamo qui oggi non è perché siamo stati bravi custodi, ma perché Dio Padre Provvidenza non ha mai smesso di far vivere la sua Opera, spesso oltre le nostre forze, oltre le nostre attese, oltre le nostre fragilità. L’Opera è sua: noi ne siamo servitori, pellegrini, spesso strumenti inconsapevoli, ma sempre amati e sorretti.
In un tempo che cambia rapidamente, con nuovi bisogni, nuove ferite e nuove sfide, siamo chiamati a non guardarci indietro con nostalgia, ma avanti con fiducia. L’anniversario non è un punto d’arrivo: è un invito. Un invito a lasciarci nuovamente sorprendere dalla Provvidenza, a non trattenere nulla per noi, a non ridurre l’Opera a ciò che già conosciamo.
La fedeltà al fondatore non consiste nel ripetere il passato, ma nel lasciar crescere l’Opera di Dio come Lui desidera oggi. Questo richiede coraggio, libertà interiore, sguardo spirituale: richiede di credere che Dio continua a generare futuro attraverso le strade umili della carità, della fraternità, dell’ascolto, della vicinanza ai più piccoli.
Per questo, in questo 118º anniversario, rinnovo il mio grazie e il mio invito:
a credere più alla Provvidenza che ai nostri timori,
a camminare insieme come famiglia e non come individui sparsi,
a lasciarci condurre dallo Spirito anche quando ci chiede passi che non avevamo previsto.
Che questo giorno ci trovi non solo riconoscenti, ma docili e disponibili.
L’Opera è di Dio. Noi siamo di Dio. E dove Dio guida, c’è sempre futuro.
Con affetto e speranza,
p. Massimiliano Parrella
Casante dell’Opera Don Calabria