Stanotte è tornato alla Casa del Padre don Danilo Chiaffoni, religioso Povero Servo della Divina Provvidenza. Aveva 91 anni e da oltre 30 anni prestava il suo servizio di cappellano presso la Cittadella della Carità di Negrar. Il funerale verrà celebrato lunedì 7 febbraio alle 9,30 a San Zeno in Monte.
Don Chiaffoni aveva conosciuto molto bene il padre don Calabria e per un periodo era stato suo segretario durante la malattia del fondatore negli anni Cinquanta. Tra i due era nato un rapporto di profonda stima e amicizia il cui ricordo ha accompagnato don Danilo per tutta la vita. A testimoniare questo rapporto di fiducia, don Calabria chiese al Sommo Pontefice, Pio XII, di concedere a don Chiaffoni la grazia di essere ordinato sacerdote prima di finire il corso teologico. Per quale motivo? Don Danilo la raccontava così: “Don Giovanni desiderava vedermi sacerdote prima della sua morte, perché «non gli dicessi soltanto Messe da morto», così mi ripeteva scherzando”.
Nato a San Briccio di Lavagno il 15 giugno 1930 e poi trasferitosi a San Michele, periferia di Verona, don Danilo era entrato nella Casa Buoni Fanciulli di Maguzzano nel 1941. La sua prima professione come religioso calabriano la fece a San Zeno in Monte il 7 ottobre 1950. Venne ordinato sacerdote il 12 settembre 1954. Trascorse i primi anni di vita religiosa nelle Case veronesi di Ronco all’Adige, Nazareth, San Zeno in Monte e Borgo Nuovo. Poi fu a Roma per 5 anni, quindi al Patronato di via Roveggia. Dopo una breve parentesi a Ferrara è stato dal 1968 al 1975 ancora a Roma presso la parrocchia di Grottaferrata.
A metà degli anni Settanta trascorse un primo periodo a Negrar come superiore della comunità, poi fu parroco a Lamezia Terme. Nel 1989 il ritorno a Negrar. Presso la Cittadella della Carità ha dunque trascorso gli ultimi 33 anni della sua vita, svolgendo la mansione di cappellano e diventando un punto di riferimento per tantissime persone che frequentavano l’ospedale. Inoltre per un lungo periodo si è occupato della redazione dell’Apostolato degli Infermi, la pubblicazione mensile voluta ancora da don Calabria negli anni Trenta del Novecento e tuttora distribuita agli ammalati di Negrar e in altre parti d’Italia.
Don Danilo è anche autore di alcune importanti pubblicazioni nate proprio da quanto aveva appreso direttamente da don Calabria. Tra esse sono da ricordare il libro “Il sacerdote nella vita e nel pensiero di San Giovanni Calabria” e la riflessione “Don Giovanni Calabria, uomo esperto del dolore”. Quella sensibilità verso il dolore degli altri e verso la malattia che anche per don Danilo è stata una vera e propria vocazione lungo tutta la sua vita intensa e feconda di sacerdote Povero Servo.
Don Chiaffoni aveva conosciuto molto bene il padre don Calabria e per un periodo era stato suo segretario durante la malattia del fondatore negli anni Cinquanta. Tra i due era nato un rapporto di profonda stima e amicizia il cui ricordo ha accompagnato don Danilo per tutta la vita. A testimoniare questo rapporto di fiducia, don Calabria chiese al Sommo Pontefice, Pio XII, di concedere a don Chiaffoni la grazia di essere ordinato sacerdote prima di finire il corso teologico. Per quale motivo? Don Danilo la raccontava così: “Don Giovanni desiderava vedermi sacerdote prima della sua morte, perché «non gli dicessi soltanto Messe da morto», così mi ripeteva scherzando”.
Nato a San Briccio di Lavagno il 15 giugno 1930 e poi trasferitosi a San Michele, periferia di Verona, don Danilo era entrato nella Casa Buoni Fanciulli di Maguzzano nel 1941. La sua prima professione come religioso calabriano la fece a San Zeno in Monte il 7 ottobre 1950. Venne ordinato sacerdote il 12 settembre 1954. Trascorse i primi anni di vita religiosa nelle Case veronesi di Ronco all’Adige, Nazareth, San Zeno in Monte e Borgo Nuovo. Poi fu a Roma per 5 anni, quindi al Patronato di via Roveggia. Dopo una breve parentesi a Ferrara è stato dal 1968 al 1975 ancora a Roma presso la parrocchia di Grottaferrata.A metà degli anni Settanta trascorse un primo periodo a Negrar come superiore della comunità, poi fu parroco a Lamezia Terme. Nel 1989 il ritorno a Negrar. Presso la Cittadella della Carità ha dunque trascorso gli ultimi 33 anni della sua vita, svolgendo la mansione di cappellano e diventando un punto di riferimento per tantissime persone che frequentavano l’ospedale. Inoltre per un lungo periodo si è occupato della redazione dell’Apostolato degli Infermi, la pubblicazione mensile voluta ancora da don Calabria negli anni Trenta del Novecento e tuttora distribuita agli ammalati di Negrar e in altre parti d’Italia.
Don Danilo è anche autore di alcune importanti pubblicazioni nate proprio da quanto aveva appreso direttamente da don Calabria. Tra esse sono da ricordare il libro “Il sacerdote nella vita e nel pensiero di San Giovanni Calabria” e la riflessione “Don Giovanni Calabria, uomo esperto del dolore”. Quella sensibilità verso il dolore degli altri e verso la malattia che anche per don Danilo è stata una vera e propria vocazione lungo tutta la sua vita intensa e feconda di sacerdote Povero Servo.